Amazon Fresh: l’ortofrutta on line sarà una rivoluzione?

Il servizio di vendita on line di prodotti ortofrutticoli freschi è già attivo da diversi anni negli Usa e da pochissimi giorni anche in Italia. I principali players della Grande distribuzione organizzata europea guardano a questa possibilità come una concreta minaccia alle loro posizioni di mercato

Già da qualche mese il «centro commerciale on line» più importante del mondo, Amazon, ha aggiunto per i clienti italiani un nuovo settore dedicato ai prodotti alimentari e l’ipotesi che nel giro di pochi mesi il colosso americano si attrezzi per vendere anche i prodotti ortofrutticoli freschi preoccupa non poco la Gdo tradizionale.

Giusto per dare due numeri evidenziamo che dal 2010 ad oggi il gruppo guidato da Jeff Bezos ha investito 15 miliardi di dollari, creando 40 mila posti di lavoro, di cui un quarto delle assunzioni a tempo indeterminato sono state perfezionate a cavallo del 2015. Solo in Italia, Amazon lo scorso anno ha creato oltre 600 posti di lavoro a tempo indeterminato, superando quota 1.400 dipendenti.

Insomma, stiamo parlando di un’impresa che, quando si muove, attira l’attenzione di qualunque comparto produttivo e l’offerta relativa all’agroalimentare è già molto ricca: oltre 20.000 specialità (solo fra gli alimentari), in gran parte di aziende italiane.

Stando a quanto riportano le principali testate specializzate nel nostro Paese i tempi non sono ancora maturi per fare la spesa di prodotti ortofrutticoli su Amazon, ma oltreoceano il sito “Amazon Fresh” (https://fresh.amazon.com) è già attivo ormai da 8 anni e starebbe arrivando anche nel Vecchio Continente iniziando dalla Gran Bretagna.

Il servizio attivo negli Usa assicura consegne in pochissimi giorni (1 o 2) e comunque entro la data di scadenza del prodotto in questione, inoltre offre diverse informazioni al consumatore sugli aspetti nutrizionali, sui sistemi di produzione (biologico, integrato o convenzionale) e anche sull’impatto ambientale della coltivazione (impronta carbonica, efficienza idrica, ecc.). Inoltre, a titolo di esempio, per la referenza “Pomodoro” offre 7 diverse tipologie tra cui scegliere (cuordibue, ciliegino, insalataro, ecc.).

Attualmente le principali categorie di prodotti in vendita nella nuova sezione di generi alimentari del sito Amazon attivo nel nostro Paese prevedono le seguenti categorie: caffè, tè e bevande; pasta; snack dolci e salati; caramelle e biscotti; preparati da cucina e forno; marmellate e miele; birra, vino e alcolici e da pochissimi giorni si sono aggiunte anche 30 tipologie di frutta e verdura disponibili fresche.

«Le 30 tipologie di prodotti freschi rendono ancora più ampia e variegata l’offerta di prodotti Prime Now, rispondendo sempre più all’esigenza dei clienti di ricevere a casa i prodotti per la spesa quotidiana –  ha spiegato Mariangela Marseglia, Eu director Prime Now – frutta e verdura saranno consegnati direttamente al piano dalle 8 del mattino a mezzanotte, sette giorni alla settimana con le modalità previste dal servizio Prime Now e modalità di consegna in un’ora o in finestre di due ore».

L’arrivo del servizio “Fresh” arrivi anche nel Belpaese ha ovviamente diviso gli animi: c’è chi da una parte sottolinea il fatto che l’acquisto on line anche dei prodotti freschi sia una tendenza inarrestabile e chi invece paventa il rischio di una crisi profonda per la distribuzione tradizionale, che potrebbe ripercuotersi anche a monte della filiera.

Difficile dire oggi se questa possibilità incontrerà il favore del consumatore italiano medio e con quali dimensioni, certo è che anche le vendite tradizionali di Amazon nei primi anni hanno stentato a prendere piede, ma oggi su diversi ambiti, dall’abbigliamento all’elettronica, l’acquisto on line è dominante sull’acquisto tradizionale.

A conferma di questo timore uno dei nomi più innovativi della Gdo europea, Lidl, è recentemente corsa ai ripari – come riportato da Foodweb.it – acquisendo per una cifra ancora sconosciuta la start-up Kochzauber, attiva nel settore del delivery service di cibo fresco. L’idea è di effettuare consegne di scatoloni contenenti tutti gli ingredienti necessari per preparare determinate ricette. Una strategia fuori dagli schemi tradizionali, che consentirà a Lidl anche di ottenere informazioni fondamentali sulle tendenze del settore e sulle preferenze dei consumatori, oltre ovviamente a guadagnarne in termini di visibilità.

C’è da scommettere che questo esempio non rimarrà isolato, visto e considerato che Amazon non si accontenterà di una posizione marginale, considerando che gli investimenti iniziali per il progetto «alimentare» sono enormi e producono risultati solo nel tempo e solo se saranno state conquistate consistenti quote di mercato.