Assicurazione in agricoltura: strumento fondamentale ma complicato

Assicurazione le colture contro i danni atmosferici è essenziale per proteggere il reddito aziendale, ma la procedura per farlo è tutt’altro che semplice

Si spera sempre di non averne bisogno, ma quando serve si ringrazia di averla stipulata. Stiamo parlando dell’assicurazione, che in agricoltura è uno strumento molto importante per la tutela del reddito delle colture, sebbene dal punto di vista burocratico le cose potrebbero essere molto più semplici, ma andiamo con ordine.

Nella scelta di un contratto assicurativo o nella sottoscrizione di un certificato di assicurazione (nel caso si aderisca ad una polizza collettiva) a tutela dei danni da calamità atmosferiche alle colture agrarie, va innanzitutto valutato da quali avversità si intende tutelare la propria produzione e quale sarà il costo della polizza al netto del contributo pubblico.

In funzione di quanto sopra, la scelta potrà ricadere su un contratto pluririschio o multirischio. Con polizza pluririschio le avversità assicurabili prevedono il colpo di sole, l’eccesso di neve e/odi pioggia, la grandine, lo sbalzo termico e i danni da vento.

Se la necessità è quella di assicurare le colture anche da avversità definite catastrofali, quali siccità, gelo, brina ed alluvione, danni purtroppo di attualità in questi ultimi mesi, la scelta è obbligata verso la polizza multirischio (Fonte: Martella, 2014). La regolamentazione delle polizze assicurative è cambiato con l’avvento della nuova Pac, e l’agricoltore sostiene il 100% del costo della polizza e il contributo (fino al 65% del costo sostenuto) viene erogato successivamente all’azienda da parte di Agea, eventualmente tramite l’organismo pagatore regionale.

Secondo i dati di Asnacodi – l’associazione nazionale che raggruppa 63 consorzi di difesa operanti nel settore della prevenzione e gestione dei rischi d’impresa in agricoltura – nel 2014 una impresa vitivinicola su due si è assicurata, mentre negli altri comparti la media è di 1 su 5; la produzione vitivinicola (dati 2014) è stata assicurata per il 52% del valore, quella della frutta per il 35%, quella cerealicola per il 23% e quella orticola per il 18%.

Senza entrare nel dettaglio tecnico, che è materia dei Centri di assistenza agricola, ricordiamo che per accedere alle agevolazioni assicurative gli agricoltori devono presentare obbligatoriamente una “manifestazione di interesse”.

La manifestazione di interesse è preliminare rispetto alla presentazione della domanda vera e propria che potrà essere inoltrata solo dopo che sarà stato pubblicato il bando annuale. L’interesse dell’agricoltore deve essere manifestato prima della sottoscrizione delle polizze o dei certificati di polizza (in caso di adesione a un consorzio di difesa); in tal modo ciò rappresenta il titolo per l’acquisizione del diritto alla presentazione della domanda di sostegno per la campagna assicurativa.

Gli agricoltori che nel 2017 intendono sottoscrivere una polizza assicurativa beneficiando del contributo a parziale copertura del costo sostenuto con la compagnia assicurativa (aiuto pari al massimo al 65% della spesa assicurativa sostenuta, come scritto sopra), possono già presentare la preventiva manifestazione di interesse, tramite una istanza da trasmettere all’Agea passando attraverso i Caa mandatari, oppure in modalità diretta individuale, utilizzando il sito Agea o lo sportello dell’organismo pagatore attivo a livello territoriale.

Il Mipaaf ha infatti pubblicato un avviso pubblico in tal senso lo scorso 7 dicembre (disponibile a questo link https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/4617) mentre Agea è intervenuta con le istruzioni operative n. 45 del 14 dicembre, anche in questo caso reperibili sul sito ufficiale dell’Agenzia (www.agea.gov.it).

Altro aspetto fondamentale è il cosiddetto Pai (Piano assicurativo individuale): l’agricoltore è tenuto a compilarlo e ottenere il relativo rilascio entro i termini che saranno stabiliti nel già menzionato bando della misura 17.1 del Programma di sviluppo rurale nazionale per l’anno 2017. In mancanza del rilascio del Pai, la manifestazione di interesse si intende non confermata e la polizza è ritenuta inammissibile, con conseguente rinuncia di richiesta del contributo pubblico da parte del beneficiario.