Conducibilità elettrica in fertirrigazione, un parametro essenziale

La conducibilità elettrica è un valore estremamente importante da conoscere per la preparazione delle soluzioni nutritive e per una corretta pratica della fertirrigazione

L’utilizzo dei concimi minerali in fertirrigazione, qualsiasi essi siano, determina sempre un aumento della salinità (conducibilità elettrica – EC) della soluzione. La salinità apportata dal concime si somma a quella dell’acqua impiegata per l’irrigazione, che nel caso delle acque di falda può essere già elevata (di frequente superiore a 1,0 mS/cm). La EC è una misura che risulta strettamente correlata al livello di salinità del terreno e si determina effettuando estratti acquosi secondo rapporti predefiniti tra terra fine e acqua (es. 1:2 o 1:5) o saturando completamente il suolo con acqua (estratto a saturazione – vedi articolo pubblicato a questo link https://hmclause.com/it/tre-software-gratuiti-per-migliorare-la-fertirrigazione-delle-orticole ).

Per questo è importante prestare attenzione alla conducibilità delle soluzioni fertirrigue apportate monitorandone il livello, soprattutto nelle fasi in cui la pianta è maggiormente sensibile, per esempio nel primo mese dopo il trapianto, durante la raccolta dei frutti, in concomitanza di periodi caratterizzati da forti innalzamenti termici e anche tutte le volte che si operano variazioni nella formula di concimazione (introduzione di prodotti diversi, aumento dei dosaggi, ecc.).

In campagna si fanno frequentemente fertirrigazioni con livelli di EC troppo alti, anche oltre i 3 mS. Con l’impiego dei conduttivimetri (misuratori della conducibilità elettrica) portatili, facili e pratici da usare, è possibile controllare l’EC della soluzione di modo da aggiustarla negli interventi successivi.

Una buona tecnica di fertirrigazione deve mantenere costantemente idratati i primi 10-15 cm di terreno e quindi una EC favorevole alla pianta evitando sbalzi pericolosi soprattutto in coincidenza di fasi critiche. Di regola l’EC della soluzione non deve superare i 1,2-1,3 mS/cm nel 1° mese dal trapianto e i 1,6-1,8 mS nei mesi successivi.

In presenza di acque con EC elevata si consiglia di frazionare gli apporti (2-3 o più/settimana), soprattutto nel primo periodo, riducendo le quantità per singolo apporto e/o aumentare la durata dell’intervento irriguo diluendo così la soluzione fertilizzante. In primavera l’EC non deve inizialmente superare valori di 1,4-1,5 mS/cm mentre nella fase di ingrossamento frutticini e maturazione deve diminuire gradualmente (con apporti frazionati e ridotti) da 1,3 fino a 0,8 mS/cm durante la raccolta (Fonte: Mosconi e Lucchi, 2013).

Particolare attenzione va posta anche ai fertilizzanti: la conducibilità elettrica è uno dei parametri che ne definiscono, appunto, la salinità. Viene normalmente indicato come valore espresso in mS/cm a 1g/L di concentrazione a 25 °C.

Non sempre questo dato è indicato in etichetta di legge, ma è un valore importante da conoscere per la preparazione delle soluzioni nutritive e per una corretta pratica della fertirrigazione. Anche questo è un dato di facile reperimento in bibliografi a se lo si cerca per i sali semplici, ma diventa più difficile per i concimi NPK.

Le ditte produttrici spesso riportano questo dato in catalogo prodotti o nelle schede tecniche degli stessi, ma il problema per l’utilizzatore comune è come fare il confronto tra i differenti valori perché non uniformati da una norma di legge (Fonte: Fritegotto, 2013).