Difesa integrata obbligatoria, disponibile un Manuale dedicato agli operatori

Per aiutare gli agricoltori a districarsi tra le maglie degli obblighi della direttiva 128-2009 il Mipaaf ha pubblicato un apposito manuale dedicato alla difesa integrata

Da poco più di un biennio anno la difesa integrata è un obbligo per tutte le aziende agricole dell’Unione Europea, per chi ancora non lo sapesse ricordiamo infatti che, con decreto interministeriale del 22-1-2014 di approvazione del Piano d’azione nazionale (Pan), è entrato in vigore anche in Italia la direttiva sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, la n. 128 del 21-10-2009.

In pratica sono state introdotte nel nostro Paese una serie di misure alla base dell’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari e l’obiettivo principale, quello cioè che investe più direttamente gli agricoltori, è, appunto, la difesa integrata obbligatoria.

Questa direttiva rappresenta la prima norma europea che riguarda i prodotti fitosanitari che va oltre i criteri autorizzativi e gli aspetti legati alla residualità negli alimenti e investe, tra l’altro, gli usi extra agricoli (protezione del verde pubblico, delle acque potabili e balneabili, diserbo di strade e ferrovie), interessandosi non solo dell’impatto sugli operatori agricoli che maneggiano queste sostanze, ma anche su tutte le persone che, per qualsiasi motivo (residenza, sport, turismo, ecc.) possono venirne accidentalmente a contatto, ponendo particolare attenzione alla tutela dei soggetti più vulnerabili (bambini, anziani, gestanti, ecc.).

Per quanto riguarda i produttori ortofrutticoli cambia relativamente poco, visto e considerato che praticamente in tutte le Regioni italiane la stragrande maggioranza delle produzioni orticole sono svolte seguendo i Disciplinari di produzione integrata, ma vale la pena ricordare che la difesa integrata si articola in due livelli di applicazione (vi riportiamo la definizione precisa del Ministero delle politiche agricole).

  • uno obbligatorio, entrato in vigore dal 1° gennaio 2014, che riguarda l’applicazione di tecniche di prevenzione e monitoraggio dei parassiti delle piante coltivate, l’utilizzo di mezzi biologici per il loro controllo, il ricorso a pratiche di coltivazione appropriate e l’utilizzo di prodotti fitosanitari che presentano il minor rischio per la salute umana, tra quelli disponibili sul mercato, così come previsto dall’ Allegato III del Decreto legislativo sopra citato;
  • uno volontario che prevede l’applicazione di disciplinari di produzione integrata, di cui la difesa integrata rappresenta un aspetto fondamentale.

Mentre il livello volontario è già ampiamente strutturato in Italia, in quanto da anni viene finanziato con apposite misure dei Piani di Sviluppo Rurale da parte delle singole Regioni e dai Programmi Operativi previsti dall’OCM Ortofrutta, per il livello obbligatorio, che riguarda tutte le aziende agricole e, più in generale, tutti gli utilizzatori professionali di prodotti fitosanitari, il MIPAAF ha ritenuto necessario fornire idonei supporti.

Tra questi c’è un «Manuale pratico per la difesa integrata», recentemente pubblicato, in cui si spiega cos’è la difesa integrata, quali sono le differenze rispetto a quella che fa riferimento unicamente all’utilizzo dei prodotti chimici, quali sono i vantaggi per l’agricoltore, qual è l’impatto che tale tecnica produce sull’ambiente. Particolare attenzione è stata riposta nella sezione dove si dimostra l’effetto che la difesa integrata produce in termini di abbattimento dei rischi per la salute dell’operatore, evidenziando in tale contesto, però, anche il ruolo attivo svolto dall’operatore stesso, al quale è richiesto un livello di conoscenza assai elevato.

Il Manuale è scaricabile gratuitamente al seguente link:

www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/15189