DPI: ecco perché vanno sempre utilizzati

I DPI, o Dispositivi di Protezione Individuale, sono fondamentali per la sicurezza di chi opera in agricoltura, soprattutto per prevenire gli effetti negativi della scorretta esposizione agli agrofarmaci

Picture_dpi_210716Con sicurezza sul lavoro si intende l’insieme delle misure preventive da adottare per rendere salubri e sicuri i luoghi di lavoro, in modo da evitare o ridurre al minimo possibile l’esposizione dei lavoratori ai rischi connessi l’attività lavorativa, riducendo o eliminando di fatto il rischio infortuni/incidenti e il rischio di contrarre una malattia professionale.

Ovviamente i rischi in questione possono variare molto come gravità in base al tipo di lavoro e quello agricolo, per sua stessa natura, ne è particolarmente “ricco”. I professionisti della campagna si espongono quotidianamente a rischi da movimentazione manuale dei carichi, connessi all’uso delle attrezzature di lavoro, da esposizione ad agenti fisici, sostanze pericolose e atmosfere esplosive, solo per citarne alcuni.

In questo articolo focalizziamo l’attenzione sui rischi legati all’utilizzo di prodotti fitosanitari, non prima di qualche riferimento normativo. La salute e la sicurezza sul lavoro sono regolamentate dal Testo unico sulla sicurezza sul lavoro (d.lgs 9 aprile 2008 n. 81, entrato in vigore il 15/5/2008), e dalle relative disposizioni correttive, ovvero dal d. lgs. 106/2009. Questo decreto recepisce in Italia le Direttive Europee (3/8/2007, n. 123) in materia di tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori, coordinandole in un unico testo normativo, che prevede specifiche sanzioni a carico degli inadempienti. All’interno di questa normativa rientrano anche i cosiddetti DPI, sigla che sta per Dispositivo di Protezione Individuale, categoria che raggruppa qualsiasi attrezzatura indossata dall’operatore per proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo (Fonte: d.lgs. 81/2008 – Articolo 74: “Definizioni”, Comma 1).

I principali DPI per la protezione dall’esposizione agli agrofarmaci sono:

  • tute, guanti, stivali (indumenti per la protezione cutanea del corpo, degli arti superiori e inferiori),
  • casco, maschere, filtri, occhiali (protezione delle vie respiratorie, del capo e degli occhi).

Sul mercato si trovano prodotti di tutti i tipi e a prezzi anche molto differenti, ma è importante sapere che i DPI idonei alla protezione da agenti chimici come gli agrofarmaci sono quelli di 3a categoria, marchiati CE. Per utilizzarli, oltre all’informazione e alla formazione dell’utilizzatore, è obbligatorio anche l’addestramento all’uso.

Inutile aggiungere che andrebbero sempre indossati e che al termine del loro utilizzo devono essere accuratamente lavati (se non usa e getta) e riposti in luogo sicuro. L’igiene personale è altrettanto importante: lavarsi bene con acqua e sapone al termine dell’utilizzo degli agrofarmaci è fondamentale per la salute.

Le protezioni individuali rappresentano quindi la soluzione principale per contrastare gli effetti tossici acuti e cronici legati allo scorretto utilizzo dei prodotti fitosanitari.

Per maggiore chiarezza evidenziamo di seguito la differenza tra i due effetti:

Gli effetti tossici acuti compaiono generalmente a breve distanza dall’esposizione a dosi singole o ripetute in un breve lasso temporale (24 ore) e sono solitamente conseguenti ad incidenti (versamenti, contatto cutaneo accidentale, ecc.) o ad assorbimento cutaneo, soprattutto durante la manipolazione degli agrofarmaci a più elevata tossicità. In questo caso i quadri patologici più frequenti sono rappresentati da sindromi tossiche sistemiche (vertigini, cefalea, nausea, vomito, diarrea, crampi muscolari, astenia, sudorazione, salivazione, disturbi visivi, tosse, ecc.) e secondariamente da manifestazioni cutanee di carattere sia irritativo che allergico.

Gli effetti tossici cronici si manifestano in seguito a un’esposizione ripetuta nel tempo a piccole dosi di agrofarmaci e si configurano con danni a carico del sistema emolinfopoietico (sistema che porta alla formazione degli elementi solidi del sangue), dell’apparato respiratorio, genito-urinario, gastroenterico, tegumentario ed endocrino. Gli eff etti a lungo termine, inoltre, sono principalmente teratogeni (malformazioni a carico del feto) e cancerogeni, nonché a carico del sistema immunitario e dell’apparato riproduttivo. Altre condizioni patologiche correlabili all’impiego di agrofarmaci sono l’asma, alcune malattie neurologiche, e l’infertilità (Fonte: Onofrio Resta, Università di Bari, 2011).