Finocchio: alimento salutistico al 100%

È un vero e proprio concentrato di benessere: pochi ortaggi come il finocchio possono infatti vantare così tante caratteristiche nutrizionali.

Le guaine fogliari bianche, compatte, spesse, tenere, croccanti, di sapore dolce e aromatico sono naturalmente dietetiche: il finocchio ha un contenuto calorico estremamente limitato (circa 31 calorie per etto) e pochissimi grassi, ma è molto ricco di fibre e sali minerali, soprattutto potassio, calcio e fosforo, essenziali per la rigenerazione dell’apparato scheletrico e per prevenire crampi e stanchezza.

Ma dietetico non significa poco nutriente, il finocchio contiene molte vitamine, in particolare la vitamina A, essenziale per proteggere e mantenere sana la pelle e per regolare il funzionamento della retina e della vista, la vitamina B, elemento fondamentale per il corretto funzionamento del sistema nervoso e dell’apparato cardiocircolatorio e la vitamina C, che rafforza il sistema immunitario e svolge un’efficace azione antiossidante.

È anche un alleato per il gentil sesso: contiene infatti dei fitoestrogeni che lo rendono un ottimo equilibrante naturale dei livelli degli ormoni femminili aiutando a ridurre i disturbi che precedono il ciclo mestruale e i sintomi della menopausa. Il finocchio è molto utile anche alle neomamme, stimola infatti la produzione di latte nelle donne in allattamento.

Ma questo ortaggio ha tante altre doti: è un diuretico naturale ed è indicato in caso di inappetenza grazie all’azione dei suoi principi aromatici sulla secrezione gastrica. Inoltre a livello epatico ha buone proprietà disintossicanti.

Il finocchio è un ortaggio reperibile ormai tutto l’anno sia sulle bancarelle degli ortolani sia su quelle della grande distribuzione. Si consuma sia crudo sia cotto, e la possibilità di prepararlo rapidamente lo rende adatto alla vita moderna che concede poco tempo al lavoro di cucina. Lavare, affettare e condire il finocchio sono operazioni che si eseguono velocemente, più o meno nel tempo in cui cuoce una bistecca; oltre a ciò questo ortaggio è gradito ad un gran numero di consumatori. Nonostante le innumerevoli virtù, ad oggi rimane un prodotto consumato soprattutto in Italia, che infatti è leader a livello mondiale, mentre il resto dell’Europa lo richiede poco.

Dati alla mano la produzione nazionale supera mediamente le 470.000 t con una superficie investita di oltre 20.000 ha, ma l’export si aggira mediamente sulle 48-49.000 t, circa il 10% della produzione.

I nostri principali clienti sono la Francia e la Germania, che da sole si mangiano quasi un terzo del nostro export, ma altri paesi europei praticamente non lo conoscono. Eppure il nostro finocchio potrebbe conquistare qualunque mercato, il miglioramento genetico delle varietà coltivate è stato costante e fruttuoso: se si fa un paragone tra le varietà coltivate oggi e quelle di 8-10 anni fa, c’è una differenza abissale soprattutto a livello qualitativo, oggi i finocchi italiani sono più bianchi e attraenti al consumo, ma evidentemente serve maggiore organizzazione dell’offerta e strumenti di marketing che lo valorizzino presso la gdo estera.