IV gamma: comparto sempre più apprezzato dai consumatori

Partito come un fenomeno di nicchia, il comparto della IV gamma nazionale è arrivato dopo 15 anni ad un giro d’affari che sfiora il miliardo di euro ai prezzi al consumo, di cui il 98% relativo agli ortaggi e il 2% alla frutta.

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I dati dell’ultimo Rapporto Nomisma-Unaproa sulla competitività del settore ortofrutticolo italiano parlano chiaro, insalate ed altre orticole “pronte al consumo”, rappresentano un caso di successo senza precedenti per gli attori della filiera agroalimentare italiana, dagli agricoltori all’industria passando per i fornitori di varietà, mezzi tecnici, servizi, ecc.

Le insalate tagliate, lavate e confezionate da sole intercettano infatti circa il 75% del fatturato del settore, a cui vanno aggiunte le altre innumerevoli referenze come carote, funghi, spinaci, cavoli e bietole, in vassoio o insacchettate, e qualche frutto, sezionato e confezionato, con mele e uva che rappresentano, a oggi, i prodotti di punta.

Secondo i dati di Aiipa (Associazione italiana industrie prodotti alimentari) e Nielsen il 2017 è stato un anno di crescita vigorosa per il mercato italiano della IV gamma, con un aumento delle vendite del 4,8% a volume e del 5,2% in valore rispetto all’anno precedente. E nel 2017 è cresciuto anche il numero degli acquirenti, che ha raggiunto quota 19,4 milioni di famiglie, con una frequenza d’acquisto ulteriormente aumentata.

La platea dei produttori è costituita, basandosi ancora sui dati Aiipa, da oltre 2.000 imprese agricole, associate in gran parte a organizzazioni dei produttori (op), e da circa 200 preparatori industriali per lo più di piccole dimensioni.

Il ruolo prevalente della grande distribuzione, a valle della filiera, riduce al minimo i passaggi e il numero degli intermediari, favorendo una più equa ripartizione dei ricavi lungo la catena del valore, a differenza di quanto rilevato per gli ortofrutticoli freschi indifferenziati (quelli di I gamma) (Fonte: Aiipa, 2018).

Guardando i principali Paesi produttori, la quota italiana, in termini di giro d’affari, è seconda solo a quella del Regno Unito, ma ben più elevata rispetto quella francese, spagnola e tedesca. Se si guarda al consumo pro capite, l’Italia è prima nella classifica delle Nazioni considerate, con oltre 1,6 kg acquistati in media ogni anno. Seguono il Regno Unito e la Spagna, a pari merito con 1,48 kg/persona, e la Francia con 1,4 kg. Fanalino di coda la Germania, dove insalate e altri prodotti pronti per l’uso, anche per ragioni legate al prezzo, non hanno riscosso lo stesso successo riscontrato nei Paesi partner.

Tra le diverse referenze, secondo le rilevazioni di mercato di Iri Infoscan Census aggiornate a febbraio 2018, nella grande distribuzione «tirano» soprattutto le vendite di insalate arricchite, che su base annua avanzano a tassi a doppia cifra (+25,8% in valore; +15,8% a volume).

Restano al palo le verdure lavate e imbustate da cuocere (+0,2% il fatturato nel dato annualizzato a febbraio 2018). Le insalate monotipo, soprattutto le tenere, crescono a tassi più sostenuti di quelle miste. Mentre per la V gamma, segmento costituito da prodotti già cotti (prevalentemente verdure), i dati di vendita restituiscono una crescita del 3,1% in valore, la stessa rilevata per i prodotti di IV gamma, ma più frenata a volume (+1%, contro un più 2,4%).

È possibile consultare il Secondo Rapporto Nomisma sulla competitività del settore agroalimentare a questo link: www.nomisma.it/images/PUBBLICAZIONI/IIRapportoNomismaUnaproa.pdf

Fonte foto: Pixabay.com