Le campagne italiane ostaggio della siccità

La primavera senza piogge e l’inverno senza neve sta mettendo in seria difficoltà il sistema irriguo nazionale, molti dei principali invasi nazionali sono sotto il livello di guardia

Il 2017 verrà tristemente ricordato come uno degli anni più siccitosi a memoria di agricoltore.

Operatori, tecnici ed addetti ai lavori segnalano da mesi infatti una situazione di grave deficit idrico, aggravato da una primavera particolarmente siccitosa, che interessa le campagne da Nord a Sud e il forte aumento delle temperatura di questi ultimi giorni sta rendendo la vita davvero difficile alle colture in fase di sviluppo.

L’allerta per i prossimi mesi è già alta, la Regione Emilia Romagna, per voce del suo presidente Stefano Bonaccini ha chiesto al Governo la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, che permetterebbe di mettere in campo misure straordinarie per affrontare la situazione.

Ma la situazione è decisamente tesa: In Veneto, dove questo inverno praticamente non ha nevicato né piovuto, gli invasi montani sono ad un livello di guardia e con tutta probabilità non saranno in grado di fornire l’acqua necessaria alle irrigazioni. Il Centro Italia non è messo meglio, in Toscana, soprattutto in provincia di Grosseto, la pioggia non si fa vedere da dicembre, tanto che per il Maremmano è stato chiesto lo stato di emergenza idrica alla Regione per scarsità di precipitazioni (rispetto allo scorso anno meno del 50%). Nel Lazio il 2017 è stato l’anno con meno precipitazioni dal 2009.

Problemi seri anche al Sud: le dighe del palermitano sono in difficoltà, così come la Sardegna, soprattutto nell’areale Nord.

In provincia di Salerno è stato lanciato un allarme per kiwi, angurie, mais e produzione di latte.

Non si è fatta attendere la risposta istituzionale: il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha infatti reso noto pochi giorni fa che gli sono stati assegnati 107,65 milioni di euro dal decreto che ripartisce il Fondo istituito per assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese. Il provvedimento è ora all’esame delle Commissioni parlamentari competenti per materia, le quali avranno trenta giorni per rendere il proprio parere. Il finanziamento, che si inserisce nel piano più generale per le infrastrutture strategiche del Paese, prevede la realizzazione di sei interventi riguardanti le infrastrutture idriche con una dotazione di oltre 92 milioni di euro e la difesa del suolo, dissesto idrogeologico, risanamento ambientale e bonifiche, cui sono destinati più di 15 milioni di euro.

Queste le opere previste, alcune delle quali potranno prendere il via già dal 2017:

  • Ristrutturazione della Rilevata Dora del Canale Cavour;
  • Interventi di consolidamento dell’argine del fiume Ombrone nei pressi della città di Grosseto;
  • Più efficienza nel Sistema del Montedoglio in territorio toscano e umbro;
  • Sistemazione idraulica del torrente Mattinatella nel Gargano;
  • Regimazione del torrente “Fosso Fiorentino” con relativa messa in sicurezza in agro del Comune di Trebisacce (CS) – tratto medio – alto;
  • Sistemazione idro-geologica degli argini del torrente Valloncello in agro del comune di Amendolara (CS).