Nuovi modelli di consumo: grande opportunità per l’ortofrutta

I prodotti vegetali sono sempre più richiesti dai consumatori, che premiano soprattutto le soluzioni più innovative ed adatte alle loro esigenze

Gli italiani consumano più o meno ortofrutta rispetto a 15 anni fa? Rispondere a questa domanda è molto difficile perché i risultati delle statistiche variano molto in base ai periodi e alle tipologie di prodotti oggetto di indagine. Di sicuro, sostengono gli addetti ai lavori della GDO, i consumi di prodotti convenience come la prima gamma evoluta sono in crescita, così come stanno aumentando le vendite delle confezioni più piccole e con maggior contenuto di servizio, ma se parliamo di vendite “a volume” le banche dati rilevano con attendibilità solo ciò che concerne il confezionato e spesso solo per il peso fisso, rendendo di fatto molto difficile stimare concretamente questi dati.

Al di là dei “freddi numeri” di sicuro c’è che l’acquisto di frutta e verdura è in gran parte legato alla percezione del valore che il consumatore associa al prodotto e Il prezzo non è una discriminante nell’atto di acquisto (Fonte: CSO).

I gusti dei consumatori stanno cambiando rapidamente (hmclause.com/it/ortofrutta-biologica-un-fenomeno-che-continua-a-crescere ) e la propensione verso i prodotti vegetali è in continua ascesa. Un recente studio di SG Marketing evidenzia infatti che territorialità, naturalità e salutismo sono tre driver molto importanti alla base delle scelte alimentari degli italiani, così come la modalità di acquisto.

Il prodotto sfuso rimane stabile nell’interesse dell’acquirente, ma è la sempre maggiore possibilità di scelta tra differenti categorie a crescere: vegetali da lavare, vegetali tagliati da lavare, verdura di IV gamma, zuppe pronte, vegetali surgelati al naturale e vegetali surgelati elaborati.

L’analisi spiega anche il perché: crescono i momenti di consumo, in particolare del “fuori casa” (con riferimento soprattutto a zuppe pronte e vegetali da lavare). Assume più importanza, inoltre, il ruolo conviviale dei vegetali, che vengono consumati maggiormente, anche con amici e parenti (è il caso dei vegetali da lavare) o in solitudine (è il caso delle zuppe pronte).

Interessante è poi il dato relativo alle occasioni di consumo, anch’esse aumentate quasi del 50%. Fermo restando l’occasione “contorno”, che resta primaria, le orticole assurgono a “piatto principale” (specie le zuppe pronte) e a sostitutivo della carne e del pesce. La IV gamma si conferma prodotto dall’altissimo contenuto di servizio, facilmente fruibile.

Insomma, stiamo assistendo alla nascita di un nuovo modello di consumo, quello dei “flexitariani”.

L’indagine sostiene che sono 18 milioni di persone, pari al 29% della popolazione italiana (fonte: Eurispes). Chi sono? Persone che scelgono di organizzare la propria alimentazione prediligendo frutta e verdura e dicendo addio (anche se in maniera, appunto, flessibile) a carne e pesce, diventando “preziosi” clienti del reparto ortofrutta dei supermercati.

È a queste persone che il comparto ortofrutticolo nazionale deve guardare, perché, come disse Winston Churchill “To improve is to change; to be perfect is to change often” (per migliorare bisogna cambiare, per perfezionare bisogna cambiare spesso).