Orticole industriali: i surgelati non conoscono crisi

Le orticole destinate alla filiera dei surgelati vengono normalmente coltivate sotto contratto, soluzione ideale per limitare al minimo i rischi legati all’andamento discostante dei prezzi di mercato

orticoli_industriali_vegetablesIn agricoltura il termine “volatilità”, inteso come l’andamento altalenante dei prezzi di mercato, è normalmente appannaggio delle commodity come mais, frumento e soia, ma secondo eminenti economisti nei prossimi anni questo fenomeno riguarderà qualunque prodotto agricolo, ortofrutticoli (purtroppo) compresi.

Soprattutto nel caso di molte colture destinate al consumo fresco, infatti, l’andamento dei consumi e il relativo trend dei prezzi è fortemente legato alle condizioni meteorologiche. Fa freddo quando dovrebbe far caldo? Cala il consumo di fragole, o di pesche e albicocche. Fa caldo quando invece dovrebbe far freddo? A penare, in questo caso, sono per esempio gli agrumi. I prezzi, di conseguenza, subiscono oscillazioni pressoché quotidiane e continue. Non sono, naturalmente, solo questi gli scenari ai quali qualsiasi produttore di frutta e verdura deve far fronte: le bizze del tempo oltre a influire, positivamente o negativamente, su qualità e quantità dei raccolti, sono in grado di scardinare completamente le finestre commerciali, accavallando commercializzazioni che dovrebbero differire nel tempo. (Franceschini, 2016).

A non risentire in alcun modo di queste problematiche sono le orticole destinate alle industrie di trasformazione commercializzate tramite contratti di coltivazione.

Nella stragrande maggioranza dei casi infatti le orticole da industria vengono coltivate «sotto contratto», cioè l’agricoltore al momento della semina, generalmente, conosce già orientativamente il prezzo di consegna a fronte di determinate specifiche qualitative possedute dalla propria partita al momento del conferimento, con un margine di incertezza di alcuni punti percentuali.

Per contro, l’agricoltore si impegna a concordare (tramite tecnici della propria cooperativa) o delegare direttamente all’ufficio agricolo dell’industria le scelte relative agli assortimenti varietali, ai piani di semina, all’assistenza tecnica e all’individuazione della data di raccolta. Questo elemento, affiancato alla polizza assicurativa, è un importante fattore di stabilizzazione e tutela del reddito, ma anche di incentivo al miglioramento continuo della produttività (Dal Re, 2011).

All’interno di questa categoria a segnare un trend di crescita sono in particolare le orticole destinate alla surgelazione: negli ultimi anni, il numero di persone che in Italia hanno aumentato il proprio consumo di surgelati (22,5%) è ben superiore a quello di coloro che lo hanno diminuito (8%). Secondo una recente indagine svolta da AstraRicerche su un campione di oltre 1.200 persone di età compresa fra i 18 e i 70 anni l’85% circa degli intervistati consuma più o meno spesso alimenti surgelati e in generale sono gli uomini a farne più uso (87% rispetto all’83% delle donne). Si rivelano significative differenze nella frequenza di acquisto visto che circa il 25% consuma surgelati almeno 3 volte a settimana, il 46% lo fa una o due volte a settimana, il 21,5% due o tre volte al mese e circa l’8% solo una volta al mese o meno. La frequenza più elevata, sottolinea AstraRicerche, si riscontra in Veneto e Lombardia, mentre la più bassa è in Triveneto.

Sul fronte del reddito per l’impresa agricola fare i conti precisi è ovviamente molto difficile, ma stando ai risultati di una sperimentazione svolta dal CRPV nel 2014 si evidenzia che, in Emilia Romagna, lo spinacio a contratto può arrivare a generale utili netti finali tra i 350 e 400 euro/ha, mentre il fagiolino tra i 230 e i 250. Il vantaggio non sta tanto nella redditività, ma nella possibilità concreta per l’azienda di effettuare una programmazione di medio-lungo periodo sulle entrate valutando la possibilità di investimenti, aspetto decisamente non trascurabile.

Ma non sono solo le orticole “a foglia” quelle utilizzate per questa filiera, un’altra coltivazione in forte crescita tra le industriali destinate alla surgelazione è il pomodoro, ingrediente base per i minestroni

tra i 230 e i 250. Il vantaggio non sta tanto nella redditività, ma nella possibilità concreta per l’azienda di effettuare una programmazione di medio-lungo periodo sulle entrate valutando la possibilità di investimenti, aspetto decisamente non trascurabile.

Ma non sono solo le orticole “a foglia” quelle utilizzate per questa filiera, un’altra coltivazione in forte crescita tra le industriali destinate alla surgelazione è il pomodoro, ingrediente base per i minestroni dove è messo in cubetti da 20 mm.