Orticoltura di precisione: quando la variabilità non è più un problema

Inoltre, la resa stessa di una coltura è variabile, anzi lo è nella maggior parte dei casi la differente risposta produttiva manifestata da colture diverse all’interno dello stesso appezzamento.

Quindi l’agricoltura di precisione altro non è che un insieme di tecnologie studiate per contenere la variabilità in tutte le sue declinazioni puntando a migliorare le produzioni in termini quantitativi e qualitativi e, aspetto più importante di tutti, contenendo i costi di coltivazione. Pensiamo infatti a quanto più incidere, sul lungo periodo, il consumo di gasolio di un trattore che esegue la stessa operazione facendo però meno strada perché corretto dal satellite (guida parallela), o a uno spandiconcime che varia la distribuzione del fertilizzante in base alla reale necessità della coltura, dandone meno dove serve meno e di più dove serve di più (concimazione a rateo variabile).

Queste tecnologie, che negli ultimi anni si sono bene diffuse in determinati rami dell’agricoltura (viticoltura e grandi seminativi) sono invece ancora poco diffuse in orticoltura, sebbene in bibliografia sia abbastanza semplice reperire contributi scientifici che trattano di questo argomento.

In linea generale le sperimentazioni stanno affrontando quattro livelli di applicazione:

  • sistemi di guida parallela o di sistemi automatici di guida sia per la mobilità in campo aperto che in ambienti confinati;
  • sistemi di riconoscimento e discriminazione della coltura per l’esecuzione di interventi specifici;
  • tecnologie volte ad operare in base alla variabilità riscontrata sul campo;
  • tecnologie per realizzare automi in grado di operare in ambienti confinati (serre), ma anche in campo aperto (Fonte: Benvenuti e Sartori, 2008).

Uno degli ambiti che più potrebbe trarre vantaggio dall’applicazione dell’agricoltura di precisione è sicuramente il trapianto, tanto che sul mercato sono già disponibili trapiantatrici a controllo satellitare.

Il principio è facilmente trasferibile sulle macchine per la serra. Con questa tecnologia una trapiantatrice potrebbe innanzitutto procedere più velocemente rispetto a una macchina manuale; in secondo luogo ridurrebbe fortemente il fabbisogno di manodopera, azzerando i problemi organizzativi.

Infine, potrebbe variare la densità di trapianto in base alle caratteristiche del terreno. In altre parole, mettendo più piante dove la fertilità del suolo è alta e meno laddove si fatica di più a produrre (Fonte: Repetti, 2012).

Approfondiremo gli aspetti tecnici di questa ed altre applicazioni con altri articoli di prossima pubblicazione su questo sito.