Ortofrutta biologica: numeri in crescita costante

Negli ultimi dieci anni le vendite dei prodotti agricoli a marchio bio sono cresciuti a ritmi decisamente sostenuti e per l’ortofrutta bio il canale della distribuzione specializzata è un’opportunità molto interessante

Che per l’agricoltura italiana nel suo complesso i tempi non siano dei migliori è un dato di fatto, eppure c’è un comparto specifico nel quale non solo il nostro Paese vanta superfici di tutto rispetto, ma che da diversi anni non smette di crescere.

Stiamo parlando del biologico, che al 31-12-2014 (ultimi dati Sinab – Sistema d’informazione nazionale sull’agricoltura biologica) copre una superficie nazionale di oltre 1,39 milioni di ettari, con un incremento complessivo rispetto al 2015 di oltre 5,4 punti percentuali.

Sono numeri davanti ai quali non si può restare indifferenti: sul totale della Sau (superficie agricola utilizzata) nazionale, infatti, il bio copre circa l’11%

A fare la parte del leone sono ovviamente i seminativi: pascoli, foraggere e cereali, mentre al secondo posto c’è l’olivo.

Le superfici a ortaggi vantano circa 26.000 ettari e, secondo gli addetti ai lavori, sono tra i prodotti agricoli con più margine di crescita nell’ambito biologico.

Le superfici sopraccitate si riflettono ovviamente sulle vendite delle varie categorie di prodotto, tra le quali nel 2014 e nel primo semestre 2015 (dati Ismea) spicca l’incremento per i derivati dei cereali (+19 e +28% circa rispettivamente) e, come preannunciato, per gli ortaggi freschi e trasformati (+14% e +21,8%), ma vediamo i dati più nel dettaglio.

Ad ogni offerta, insegnano le leggi di mercato, deve corrispondere una domanda adeguata ed è nell’ambito dei consumi che il biologico fa davvero la differenza rispetto al convenzionale. Il mercato nazionale del bio continua infatti a crescere da 10 anni e il valore delle vendite nel complesso presso iper e supermercati di prodotti con marchio bio è cresciuto del 220% (dati Ismea-Nielsen). La tendenza positiva è continuata anche nel 2014: l’acquisto domestico di prodotti bio confezionati (peso fisso) presso la gdo sono cresciuti in valore dell’11%, risultato in controtendenza rispetto alla stagnazione dell’agroalimentare convenzionale.

Questa evoluzione è dipesa dalla diversificazione dell’offerta, ma per l’ortofrutta in particolare le vendite sono cresciute presso le catene specializzate, per intenderci non i super o ipermercati generalisti, ma mercati solitamente più piccoli o negozi specializzati nel biologico (Naturasì, Bionature, ecc…).

Nella gdo specializzata l’ortofrutta raggiunge un’incidenza del 10% (che può arrivare fino al 18%) rispetto al totale fatturato. Nello specializzato, tra l’altro, frutta e ortaggi mostrano da alcuni anni tassi di crescita più accelerati rispetto alla media del mercato biologico di reparto, considerando tutti i canali.

Per quanto riguarda le prospettive di mercato si può ancora fare molto, basti pensare che in Svezia la quota di mercato dell’ortofrutta biologica supera il 12% sul totale delle vendite di ortofrutta, in Svizzera e Austria il 10%, in Germania e Danimarca l’8%, in Francia il 5%, mentre in Italia si attesta all’1,2% per un fatturato complessivo stimato in 135 milioni di euro.

Concludiamo con un ragionamento sulla convenienza del biologico dal punto di vista imprenditoriale: secondo uno studio pubblicato di recente sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Science (PNAS) l’agricoltura biologica sarebbe più redditizia per gli agricoltori rispetto all’agricoltura convenzionale dal 22% al 35%. Lo studio in questione ha riguardato nel complesso 55 varietà di coltivazioni presenti in 14 Paesi dei cinque continenti, con particolare riferimento a Nord America, Europa, Asia, America Centrale e Australia.