Ortofrutta italiana: salutare e sempre più sana

L’ortofrutta italiana conferma la sua assoluta correttezza dal punto di vista sanitario, a confermarlo è il risultato dei controlli sui residui di agrofarmaci negli alimenti realizzati nel 2016 dal Ministero della salute. Secondo il documento, reso noto nei giorni scorsi, sono stati analizzati complessivamente 11.263 campioni di alimenti per verificare la presenza di residui di prodotti fitosanitari (per consultare il rapporto completo cliccare a questo link: www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2718_allegato.pdf )

I numeri del rapporto parlano chiaro: nessuna irregolarità nei baby food, nell’olio e nel vino, mentre nella frutta, negli ortaggi, nei cereali e negli altri prodotti analizzati i casi di contaminazione sono inferiori all’1%, restano quindi perfettamente in linea con gli anni precedenti.

Di questi ultimi infatti soltanto 92 sono risultati superiori ai limiti massimi consentiti dalla normativa vigente, con una percentuale di irregolarità pari allo 0,8%.

Per quanto riguarda nello specifico l’ortofrutta le irregolarità sono lo 0,9%, e calano allo 0,6% se si considerano solo i prodotti di origine italiana. L’anno precedente i campioni con residui oltre i limiti di legge erano stati per l’ortofrutta l’1,4%, quindi nel 2016 si segnala un miglioramento.

Per quanto riguarda i controlli all’importazione, sono stati analizzati 1.360 campioni: 44 sono risultati irregolari, pari al 3,2%, comunque in diminuzione rispetto allo scorso anno (5,7%).

I risultati complessivi nazionali – conclude il Rapporto – indicano un livello di protezione del consumatore adeguato e le irregolarità (0,8%) sono al di sotto della media europea (1,6%).

Scendendo più nel dettaglio si può osservare che, sempre nel caso dei prodotti ortofrutticoli regolari, i campioni privi di residui sono stati il 53,7% (40,4% per la frutta e 68,8 per gli ortaggi); quelli monoresiduo il 20,5% (23,2 e 17,4 rispettivamente) e quelli multiresiduo il 25,8% (36,4% sulla frutta e 13,8% sugli ortaggi).

I limiti massimi di residui, espressi in mg di sostanza attiva per kg di prodotto vegetale, vengono fissati al momento dell’autorizzazione con criteri internazionalmente condivisi, al fine di garantire un’esposizione accettabile da parte dei consumatori. Il corretto impiego dei prodotti fitosanitari da parte degli agricoltori secondo le modalità riportate nelle etichette autorizzate assicura il rispetto di tali limiti.

Per maggiori informazioni sui limiti massimi ammessi di residui di agrofarmaci nei vegetali cliccare qui www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=1108&area=fitosanitari&menu=limiti

 

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