Ortofrutta italiana: sana sotto tutti i punti di vista

I risultati Ufficiali sul controllo della presenza di residui di agrofarmaci nell’ortofrutta italiana sono assolutamente tranquillizzanti per i consumatori

L’ortofrutta italiana, e le produzioni orticole in particolare, si confermano per la salubrità a 360°. Oltre che fare bene alla salute, come noto, sono infatti alimenti assolutamente sicuri dal punto di vista della presenza di residui di agrofarmaci.

I risultati del «Controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti», attività che viene svolta in modo coordinato nei Paesi dell’Unione europea e diramati a inizio giugno di quest’anno dal Ministero per la Salute, evidenziano infatti come l’ortofrutta nazionale possa vantare percentuali di irregolarità davvero minime.

Il controllo viene effettuato ogni anno e nel 2015 sono stati analizzati complessivamente 11.799 campioni per verificare la presenza di residui di prodotti fitosanitari. Di questi soltanto 134 sono risultati superiori ai limiti massimi consentiti dalla normativa vigente, con una percentuale di irregolarità pari all’1,1%.

Per quanto riguarda l’ortofrutta i campioni irregolari (cioè quelli con residui di prodotti fitosanitari superiori ai limiti di legge) ammontano complessivamente all’1,4%. Il che significa che il 98,6% dei campioni risulta regolare (giudizio che raggruppa sia i prodotti a “residuo 0”, sia quelli con residui rientranti nei limiti di legge). Scendendo ancora di più nel dettaglio si evidenzia come gli ortaggi ottengano risultati migliori rispetto alla frutta, con un esiguo 1% di irregolarità contro l’1,7%.

Ma a maggiore garanzia del prodotto nazionale sottolineiamo che i dati in questione sono “viziati” da analisi effettuate sull’ortofrutta di importazione, nel 2016 il rapporto (riferito alle analisi 2014) segnalava infatti una percentuale di irregolarità, per l’ortofrutta, dello 0,5% e lo stesso Ministero della Salute spiega questo “peggioramento” segnalando come nel 2015 siano stati effettuati più controlli sui prodotti provenienti dall’estero, sui quali sono state infatti rilevate le maggiori irregolarità.

Il Ministero della Salute comunica infine come i risultati complessivi nazionali indicano un livello di protezione del consumatore adeguato e le irregolarità complessive rilevate su tutti gli alimenti oggetto di analisi (1,1%) sono al di sotto della media europea (1,6%).

Per i prodotti alimentari di origine vegetale i punti di prelievo consigliati sono i centri di raccolta aziendale e cooperativi per i prodotti provenienti dall’interno della Regione o Provincia autonoma, i mercati generali specializzati, quelli non specializzati, i depositi all’ingrosso, gli ipermercati e i supermercati per i prodotti provenienti dal di fuori della Regione o della Provincia autonoma.

È possibile consultare il rapporto completo a questo link: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2609_allegato.pdf

Fonte foto: Pixabay