Peperoni: buoni, colorati e fonte di vitamine

Secondo alcuni storici il nome latino “Capsicum” deriva da “capsa”, che significa scatola e deve il nome alla particolare forma del frutto, una bacca che ricorda proprio una scatola con dentro i semi. Stiamo parlando del genere che riunisce un ortaggio apprezzatissimo sia dai consumatori italiani, sia europei, il peperone.

Al genere Capsicum afferiscono due specie: C. annuum e C. frutescens, la prima è quella che riunisce le specie coltivate per consumo umano ed è stata oggetto di lunga selezione da parte nell’uomo nel corso dei secoli, tanto che è caratterizzata da moltissime forme. In questo articolo evidenziamo le caratteristiche del peperone che troviamo in commercio in tre colori: giallo, rosso e verde.

Il frutto del peperone è una bacca carnosa inizialmente di colore verde ma che assume colorazione rossa o gialla di diverse tonalità a maturazione fisiologica. Le bacche possono infatti essere raccolte ancora verdi allo stadio di incipiente invaiatura oppure a maturazione fisiologica colorate in rosso o giallo.

La bacca può essere a forma di prisma tronco, tri o tetralobata, conico-allungata o troncata; internamente è vuota con costature della polpa biancastre. L’interno è suddiviso in 2-3 logge da setti e placente che non arrivano all’apice del frutto, mentre sul versante peduncolare è presente un grosso tessuto spugnoso placentare bianco su cui sono inseriti i semi bianchi più o meno sfumati in giallo, reniformi e appiattiti, con diametro di 3-5 mm (Fonte: Pimpini e Bianco).

Il peperone è un alimento eccellente dal punto di vista nutrizionale, ha infatti un contenuto calorico molto basso (circa 20 calorie/100 g) e ricco in fibre (circa 2 g/100 g) ma la sua caratteristica più interessante è il contenuto in vitamine del gruppo A ma soprattutto del C.

Il peperone è infatti ricco di vitamina A (0,11 mg/100 g inteso come retinolo nel peperone verde – https://it.wikipedia.org/wiki/Retinolo). La vitamina A regola la differenziazione degli epiteli mucosi ed una sua carenza causa cheratinizzazione degli epiteli con un processo detto metaplasia squamosa (secchezza della pelle e delle mucose respiratorie, digerenti e urinarie). I composti retinoidi sono inoltre molto importanti per il processo visivo, nello specifico migliorano la fotosensibilità e regolano l’azione di molti geni con funzioni ormonali, stimolando di conseguenza, la riproduzione, l’ematopoiesi, lo sviluppo embrionale, la risposta infiammatoria ed immunitaria.

Tutte le tipologie di peperone contengono anche la vitamina C, sebbene la sua quantità vari a seconda del colore: i peperoni gialli sono quelli che hanno una maggiore concentrazione di vitamina C (184 mg/100 g), quelli rossi ne contengono 162 mg/100. I peperoni verdi sono quelli che ne forniscono meno: 132 mg di vitamina C per frutto ma sempre in quantità nettamente superiore agli agrumi (il limone, per esempio, contiene 53 mg/100 g). Ricordiamo che la vitamina C è importante per il corretto funzionamento del sistema immunitario e la sintesi di collagene nell’organismo. Il collagene rinforza i vasi sanguigni, la pelle, i muscoli e le ossa. L’uomo non può creare collagene senza la vitamina C. Per preservare al massimo la vitamina C contenuta nei peperoni, l’ideale sarebbe consumarli crudi; tuttavia, per migliorare la digeribilità dell’ortaggio e la disponibilità dei micronutrienti, si consiglia una cottura al vapore o in padella a fiamma non troppo viva.

Un altra interessante caratteristica dei peperoni è il loro contenuto in capsaicina: nel frutto, con maggiore localizzazione nelle placente interne, è presente infatti questo alcaloide, che è responsabile del sapore piccante; questa sostanza è molto variabile nelle diverse cultivar, per cui si hanno gradi diversi di sapore pungente. I peperoncini, soprattutto quelli particolarmente piccanti, ne sono particolarmente ricchi. Secondo alcune Ricerche, (Fonte: Cancer Res; 71(8); 2809–14. 2011 AACR) la capsaicina potrebbe, almeno in vitro, esercitare una preziosa attività antitumorale, intervenendo su delicati meccanismi molecolari. Inoltre la capsaicina è oggetto di studio per le sue proprietà anti-infiammatorie, sembrerebbe efficace infatti per diverse condizioni patologiche come artrite reumatoide, patologie articolari, traumi, psoriasi ed aterosclerosi (Fonte: www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12531428).

 

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