Semplificazione in vista per Pac

Il regolamento Omnibus, almeno nelle intenzioni, semplificherà diversi aspetti burocratici che oggi rendono molto difficile l’accesso ai finanziamenti e agli strumenti di copertura del rischio previti dalla pac

È già ora di tagliando per la Pac 2014-2020. A soli due anni dalla sua entrata in attività, infatti, per la politica agricola comune è prevista una “Revisione di medio termine” e da più parti si invocano modifiche e miglioramenti a quello che, alla fine dei conti, è un motore importantissimo per il comparto agroalimentare nazionale.

«La Politica Agricola Comune (PAC) rappresenta l’insieme delle regole che l’Unione europea fin dalla sua nascita, ha inteso darsi riconoscendo la centralità del comparto agricolo per uno sviluppo equo e stabile dei Paesi membri. La PAC, ai sensi dell’articolo 39 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea, persegue i seguenti obiettivi: incrementare la produttività dell’agricoltura; assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola; stabilizzare i mercati; garantire la sicurezza degli approvvigionamenti; assicurare prezzi ragionevoli ai consumatori». La definizione della politica agricola secondo il Mipaaf aiuta a capire l’importanza di questo insieme di regole, ma ancora più efficaci sono i numeri: nel periodo 2014-2020 i finanziamenti alla nostra agricoltura, tra Fondi UE e nazionali, ammonteranno a un totale di 54 miliardi di euro, cioè 7,4 miliari di euro all’anno. (Maggiori informazioni a questo link: www.politicheagricole.it/)

Per fare in modo però che questi soldi vadano davvero a vantaggio di chi in agricoltura ci lavora tutti i giorni è essenziale che l’architettura del regolamento sia efficace e di semplice (o meno complessa possibile) realizzazione. Evidentemente le cose non stanno così: la Pac ha limiti e difetti anche macroscopici, primo fra tutti una complessità burocratica davvero elevatissima, e ha appunto bisogno di una revisione, che verrà attuata tramite il regolamento “Omnibus”.

Le modifiche proposte dalla Commissione tramite questo regolamento riguardano principalmente la semplificazione delle condizioni di accesso agli aiuti per l’insediamento ai più giovani tramite l’eliminazione del limite massimo, sia in termini di titoli sia di ettari ammessi su cui calcolare il premio.

È prevista inoltre la possibilità di rafforzare il premio di primo insediamento (sempre per i giovani) dello sviluppo rurale. Viene promosso l’accesso agli strumenti finanziari previsti dallo sviluppo rurale, migliorando le condizioni di cofinanziamento per gli agricoltori che ne fanno uso e alleggerendo gli oneri per gli intermediari. Infine si cercherà di rendere più efficace lo strumento di stabilizzazione dei redditi, che potrà essere attivato in caso di crisi. Fino a oggi questo strumento è stato usato poco in Europa e la soglia di perdita di reddito che lo innesca è troppo alta per gli agricoltori (Fonte: Paolo De Castro, Co-relatore per il capitolo agricolo del Regolamento Omnibus).

Le modalità di applicazione degli strumenti per la stabilizzazione del reddito previsti nello sviluppo rurale sono sicuramente il punto più importante: con il disaccoppiamento totale degli aiuti da un lato, e con l’eliminazione dei vincoli quantitativi alla produzione dall’altro, la variabilità dei prezzi è aumentata sensibilmente per gli agricoltori europei e con essa il rischio di mercato. Tutti si sono accorti come le fonti di rischio siano connesse non più soltanto alle variazioni delle condizioni meteo che influenzano le rese produttive, ma anche, o forse soprattutto, alla grande variabilità dei prezzi. È questa che determina, ormai, i maggiori effetti negativi sui redditi (Fonte: Canali, 2016).

Le modifiche incluse nel regolamento Omnibus dovrebbero migliorare le cose sotto questo aspetto, la riforma del 2013 (quelle cioè che ha dato vita alla pac attuale) mostra i suoi limiti proprio negli strumenti per rispondere alle crisi e per ciò che concerne gli oneri burocratici a carico sia degli agricoltori sia delle autorità nazionali.