Sviluppo rurale: Italia indietro sulla media UE

Il nostro Paese è meno efficiente della maggior parte degli altri 28 Stati membri nell’erogazione agli agricoltori dei fondi per lo sviluppo rurale

La Politica Politica Agricola Comune (PAC) rappresenta la voce più consistente del bilancio Ue, con risorse che ammontano a 408,3 miliardi di euro (circa il 40% del totale del budget stanziato per le annualità 2014-2020). Con la riforma della PAC, i fondi europei sono stati destinati, oltre al sostegno dei redditi degli agricoltori, anche al raggiungimento degli obiettivi dell’Ue in termini di sicurezza alimentare, tutela dell’ambiente e lotta ai cambiamenti climatici.

Di questi 408 miliardi, 41,5 sono stati messi a disposizione dell’Italia. Circa 10,4 miliardi provengono dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e con l’aggiunta del cofinanziamento nazionale i fondi stanziati per finanziare le misure per lo sviluppo rurale salgono a circa 21 miliardi di euro da suddividere in sette anni.

Alle regioni, di questi 21 miliardi ne vanno 18,6; destinati appunto all’attuazione dei programmi regionali di sviluppo rurale, i PSR. Rete Rurale Nazionale (strumento operativo del Mipaaf per l’applicazione dello sviluppo rurale) ha pubblicato a fine febbraio 2017 un interessante Report che evidenzia nel dettaglio quanto di questa somma è stata erogata agli agricoltori dal 2014.

Nel quarto trimestre 2016 – segnala il rapporto – sono stati erogati contributi pubblici pari a 450 milioni di euro (corrispondenti ad una quota FEASR di 215,6 milioni di euro) e l’avanzamento della spesa pubblica effettivamente sostenuta risulta pari al 6,26% a cui è necessario aggiungere gli importi versati a titolo di prefinanziamento pari al 3% del budget totale di ciascun PSR. Nel quarto trimestre le spese relative alle regioni più sviluppate raggiungono circa 300 milioni di euro, mentre per le regioni meno sviluppate ed in transizione la spesa pubblica rendicontata ammonta rispettivamente a 37 milioni di euro e 112 milioni di euro. Da inizio programmazione ad oggi sono stati spesi complessivamente 1.306 milioni di euro, pari a 642,7 milioni di euro di quota FEASR (è possibile scaricare il Report completo a questo link http://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/e%252Fe%252Fd%252FD.727e8be9ebab4933a956/P/BLOB%3AID%3D3390/E/pdf)

Questi numeri, difficili da comprendere se non si è addetti ai lavori, segnalano in realtà una situazione tutt’altro che positiva per il nostro Paese, che fa una brutta figura sul fronte dell’efficienza nell’erogazione dei finanziamenti agricoli comunitari. Al 31 dicembre 2016 infatti l’Italia precede solo Malta visto che la media europea è più che doppia (14,2%). La Finlandia ha già utilizzato il 35,2% del budget a sua disposizione, l’Austria il 26,9%, il Portogallo il 26,4%, Francia e Germania il 14,7.

Dal punto di vista regionale il quadro che emerge è altrettanto preoccupante: solo il Veneto registra una media superiore a quella comunitaria (15,6%) mentre diverse altre regioni segnalano percentuali decisamente più basse. Il Friuli Venezia Giulia ha infatti erogato solo lo 0,76% e la Valle d’Aosta lo 0,67%, anche il Piemonte, che vanta un comparto agricolo tra i più rilevanti in Italia, segna solo il 4,9%.

Ritardi e malfunzionamenti nel sistema delle erogazioni sono un problema atavico del nostro Paese e si ripercuotono sulla competitività del settore, danneggiando di fatto gli agricoltori.

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