Una nuova strategia nazionale per aiutare l’ortofrutta italiana

Ogni anno l’ortofrutta italiana rinuncia a 250 milioni di euro, che non sono bruscolini, a causa di alcune inefficienze nell’organizzazione del settore in OP (Organizzazione dei produttori).

Il rafforzamento degli strumenti di organizzazione e concentrazione dell’offerta agricola attraverso lo sviluppo delle Organizzazioni di produttori (OP) rappresenta infatti una delle azioni strategiche che la Commissione europea promuove per contrastare l’asimmetria nel potere negoziale all’interno della filiera alimentare e stimolarne la competitività (Commissione europea, 2009). Le Organizzazioni dei Produttori (OP) e le Associazioni di Organizzazioni di Produttori (AOP) sono infatti società volute dall’Unione Europea la cui attività principale è la commercializzazione dei prodotti dei propri soci aderenti. Le OP e le AOP rappresentano gli elementi portanti dell’Organizzazione Comune dei Mercati (OCM) nel settore dei prodotti ortofrutticoli, della quale garantiscono il funzionamento decentrato (fonte: Unaproa).

Il comparto dell’ortofrutta, per altro, è quello meglio organizzato da questo punto di vista rispetto ad altri settori agricoli, le OP ortofrutticole italiane sono infatti 310 (dato Mipaaf 2016) a fronte di poche decine per quanto concerne settori importanti come quello lattiero-caseario, olivicolo o vitivinicolo (Fonte: Mipaaf 2016 e Agriregionieuropa).

Ciononostante i dati relativi al sistema produttivo organizzato costituito da OP ed AOP evidenziano che questo rappresenta solo un terzo delle superfici ortofrutticole rilevate da Istat (con riferimento al 2015 i dati delle relazioni annuali di OP ed AOP stimano in oltre 350.000 gli ettari coltivati mentre i dati Istat indicano una superficie ortofrutticola nazionale di circa 1.075.000 ettari) e che la produzione commercializzata dalle OP, sia in termini di volumi sia in termini di valore è sotto il 50% di quanto rilevato da Istat. In pratica su 1 kg di ortofrutta di origine italiana commercializzato nel nostro Paese solo mezzo kg proviene da agricoltori soci di OP o AOP. È una percentuale che potrebbe (e dovrebbe) essere più elevata: l’obiettivo delle OP è proprio quello di aggregare la produzione ortofrutticola, rendendola più forte e competitiva sul mercato italiano ed estero.

Per convogliare gli sforzi delle singole OP in delle azioni di sistema favorevoli all’intero comparto e all’economia italiana alcuni tra i principali attori della filiera ortofrutticola italiana, con capofila Unaproa (Unione Nazionale tra le Organizzazioni dei Produttori Ortofrutticoli, Agrumari e di Frutta in Guscio) e il Mipaaf, hanno studiato la “Strategia Nazionale Ortofrutta 2018/2022”, un corposo insieme di azioni e misure recepito con D.M. 4969 del 29 agosto 2017.

La Strategia è un documento molto articolato che si apre con un’analisi dei punti di forza, di debolezza e potenziale di sviluppo del comparto ortofrutticolo (documento in versione integrale www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252F4%252F4%252FD.0d979ec95736e6d0ea61/P/BLOB%3AID%3D11602/E/pdf).

L’obiettivo generale della Strategia nazionale è, in pratica, promuovere la concentrazione dell’offerta e la competitività del settore. La Strategia prevede anche la designazione delle autorità e degli organismi competenti, nonché un sistema di monitoraggio e valutazione ed elenca gli obiettivi specifici che costituiscono delle Misure definite; di seguito elenchiamo quelle più interessanti (fonte: Ismea).

  • Misura 3.1: Incremento del valore commerciale dei prodotti e miglioramento della commercializzazione, compresi gli investimenti in immobilizzazioni materiali;
  • Misura 3.2: Promuovere l’immissione sul mercato della produzione dei soci attraverso la promozione dei prodotti, freschi o trasformati, e attività di comunicazione;
  • Misura 1: Pianificazione della produzione, compresi gli investimenti in immobilizzazioni materiali per assicurare l’adeguamento della produzione alla domanda in termini qualitativi e quantitativi;
  • Misura 4: Ricerca e produzione per fini sperimentali, compresi gli investimenti in immobilizzazioni materiali;
  • Misura 5: Formazione e scambio di buone pratiche e azioni finalizzate a incoraggiare il ricorso ai servizi di consulenza e all’assistenza tecnica.

Vale la pena evidenziare l’introduzione esplicita tra le finalità delle OP della ricerca/sperimentazione e dell’assistenza tecnica, legate alla necessità prioritaria per il settore ortofrutticolo italiano di rispondere attraverso l’innovazione varietale e di processo alla destagionalizzazione dell’offerta, alle necessità di ampliamento di gamma, allo stimolo di nuove occasioni di consumo ed alla crescente pressione competitiva sul mercato interno ed internazionale proveniente dai Paesi terzi.

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