Ventilazione della serra mediterranea: alcuni suggerimenti utili

Il ricambio di aria all’interno delle serre è una vera e propria “scienza” che prevede soluzioni tecnologiche più o meno avanzate e la conoscenza di alcune regole base, che riassumiamo brevemente in questo articolo

Nella gestione della serra mediterranea il sovraccarico di calore e di umidità può rappresentare un problema per le colture e la sua risoluzione consiste nella sostituzione dell’aria calda interna con un’altra massa d’aria più fresca proveniente dall’esterno. In una parola “ventilazione”.

Sebbene ventilare una serra possa sembrare un’operazione semplice è bene ricordare che nelle strutture realizzare con i film plastici e caratterizzate da basso impiego di soluzioni tecnologiche (ancora la stragrande maggioranza delle serre presenti nel nostro Paese) la possibilità di effettuare un efficiente controllo del clima è decisamente limitato, e gli agricoltori devono regolarmente fare i conti con elevate temperature nel periodo primaverile- estivo e con tassi elevati di umidità nel periodo autunno-invernale.

Ecco che la ventilazione, quindi, diventa strategica, sia naturale, sia meccanica.

La ventilazione naturale prevede la creazione di correnti d’aria all’interno della struttura: queste sono il risultato di due componenti principali: quella termica, importante quando la velocità del vento esterna non supera i 3 m/s, e quella eolica, dovuta alla presenza di vento esterno, predominante invece quando la serra è collocata in zone ventose (Fritegotto, 2014).

Questo tipo di ventilazione richiede grandi aperture, dal 15% al 25% della superficie coperta optando per aperture centrali o laterali o una combinazione di entrambe. Per ottenere una buona distribuzione dell’aria bisogna coprire tutta la lunghezza del capannone. Nei periodi freddi, per poter regolare l’umidità, è necessario poter chiudere in modo progressivo, parziale o totale queste aperture. La manovra può essere manuale o automatizzata: con cambiamenti bruschi del clima bisogna poter reagire con rapidità e in qualsiasi momento, per cui se il sistema è automatico va dotato di sensori per la pioggia e per il vento.

Un limite a questo tipo di ventilazione è la stima del rinnovo d’aria ottenuto: è impossibile regolare la velocità di incidenza dell’aria sulle piante poiché troppo condizionato dalle condizioni meteorologiche e, nel caso di serre riscaldate, è difficile conservare l’energia se la chiusura delle finestre non è perfetta, problematica frequente soprattutto dopo un lungo periodo d’uso delle strutture (Soler & Palau, 2006).

Inoltre bisogna considerare che il vento esterno crea una pressione non uniforme sulla superficie della serra favorendo un movimento di aria dalle finestrature con maggiore pressione a quelle con minore pressione. In questo caso il tasso di ventilazione è proporzionale alla velocità media del vento. Le raffiche di vento creano repentini cambi di pressione fra le varie finestrature della serra (anche nell’ambito della stessa finestra), con la conseguenza che spesso l’aria entra e esce dalla stessa finestra o da una parte di questa.

Sicuramente più controllabile è la ventilazione meccanica, che possiamo distinguere in semplice e umida.

Per la ventilazione meccanica semplice si utilizzano ventilatori elettromeccanici collocati sul tetto oppure nella parte alta di un fianco della serra, a seconda della sua larghezza. Le entrate d’aria esterna vengono collocate nella parte bassa della parete opposta a quella dei ventilatori o su entrambe se lo scarico è centrale (Fritegotto, 2014).

Con questo sistema la temperatura minima interna della serra sarà quindi, in linea di massima, la stessa di quella esterna e i ventilatori stessi vanno posizionati in modo strategico sulla base delle loro caratteristiche tecniche. La connessione elettrica dei ventilatori va effettuata tramite dei regolatori di velocità che consentono di ottenere dei regimi di ventilazione diversi a seconda delle esigenze.

Ancora più efficace per controllare il clima interno è la ventilazione meccanica umida, che consiste nel saturare di umidità l’aria d’entrata facendola passare attraverso dei pannelli di grande superficie costruiti con materiale fibroso inzuppato d’acqua. L’aria esterna viene così veicolata dai ventilatori satura di umidità e con una temperatura più bassa. All’interno della serra si mescola con l’aria dell’ambiente ed evapora abbassando la temperatura e modificando la sua umidità. Con questo sistema si rinnova l’aria, la si raffredda e si varia la sua umidità. Il raffreddamento ottenuto sarà tanto maggiore quanto più è asciutta l’aria esterna. Ovviamente questo tipo di soluzioni deve essere inserito in una gestione “tecnologica” della serra, che permetta il monitoraggio in tempo reale delle condizioni microclimatiche interne.